Carte di credito Revolving

Carta Revolving: come funziona? Perché si chiamano anche carte di credito a rate

Una carta di credito revolving è la soluzione ideale per avere le comodità di una carta di credito e di un pagamento rateale in un unico prodotto

A differenza delle carte di credito classiche, quelle rateali dette anche carte di credito revolving hanno caratteristiche diverse.

Il funzionamento generale è pressoché uguale, così come gli attori che scendono in campo nella sua utilizzazione: c’è l’ente emittente che le concede e ne definisce il contratto di finanziamento.

C’è quindi il merchant (ovvero l’esercizio commerciale) che attraverso il POS consente di utilizzarle come modalità di pagamento con tutti i benefici che ne derivano in termini di affidabilità e sicurezza.

C’è quindi il circuito di pagamento che permette, a livello tecnologico, le richieste di pagamento e ne accerta l’affidabilità (tra i circuiti di pagamento internazionali più importanti, nell’ambito delle carte di credito, si segnalano Visa Electron, MasterCard, Diners, American Express, JCB, China Union Pay CUP).

Ciò che differenzia le due tipologie di carte di credito è quindi la modalità di rimborso.

La carta di credito revolving non prevede un’unica soluzione di rimborso ma una rateizzazione spalmata nel tempo a seconda delle esigenze del cliente connesse a quelle dell’esercente commerciale qualora la rateizzazione sia un finanziamento di acquisto.

Tutte le carte di credito sono caratterizzate da alcuni costi e spese fisse:

  • la quota o canone associativo annuale;
  • commissioni sui pagamenti o i prelievi, ove previsti;
  • i costi di invio documentazione nonchè degli estratti conto;
  • spese per l’acquisto di carburante;
  • spese per il pedaggio autostradale (anche in abbonamento);
  • altre spese di commessione sulle varie operazioni (variabili di carta in carta);

Oltre ad avere in comune tali spese c’è da dire che, costituendo le carte di credito revolving una vera e propria forma di finanziamento, si avranno altre tipologie di costi che vanno a compensare il vantaggio di un rimborso rateale.

Tali costi aggiuntivi si materializzano nel TAN e nel TAEG; il TAN è il Tasso Annuale Nominale, non tiene in conto le spese o le commissioni ad esse relative ed è un indice che viene quindi utilizzato per calcolare la quota di interesse che il debitore deve corrispondere al finanziatore emittente della carta, a partire dal capitale finanziato e dalla durata nel tempo di questo.

Questo tasso, sommato alla quota capitale, determina la rata di rimborso che l’utente deve versare periodicamente (di solito mensilmente).

Il TAEG è il Tasso Annuo Effettivo Globale e rappresenta l’effettivo costo del prestito personale concesso, considerando anche le spese del conto, nonchè la periodicità delle rate e quindi la durata complessiva dell’intero finanziamento.

La rateizzazione resa possibile dalle carte di credito revolving è quindi uno strumento di pagamento particolarmente affidabile anche per gli esercenti commerciali, i quali non hanno l’onere di dover rischiare il pagamento per mezzo di assegni potenzialmente scoperti così come i conti correnti stessi.

La disponibilità di denaro, infatti, è garantita dall’ente emittente che concede la carta di credito al cliente, e che in caso di insolvenza, si rifarà direttamente su di esso, senza andare ad influenzare il ciclo di pagamento instaurato tra acquirente e venditore.

Ottieni ulteriori informazioni, navigando questo sito: www.serfina.it.