Come è nata carta di credito

Come è nata la carta di credito

Lo strumento della carta di credito è oggi una normale pratica, che ogni giorno utilizziamo con grande disinvoltura e normalità.

In tutta Europa, infatti, oltre il 40% dei pagamenti viene effettuato tramite strumenti simili, e se si va in America la percentuale sale di molto.

Ciò, in parte, è il risultato di una generale informatizzazione della società e dei processi economici e bancari in particolare, ma anche di quelli commerciali e dello sviluppo del mercato elettronico tramite siti e servizi di e-commerce e di rateizzazione permessa solo su strumenti affidabili come, appunto, le carte di credito.

Ma abituarsi alla mancanza del denaro non è stata cosa facile, e solo le evoluzioni degli ultimi anni, anche in termini di innovazione tecnologia, di formazione e conoscenza, nonché di sviluppo delle competenze e della sicurezza, hanno fatto sì che lo strumento della carta di credito venisse sempre più utilizzato fino a raddoppiare il suo utilizzo.

Solo in Europa infatti la percentuale d’ uso è passata dal 25% di un decennio fa, al 40% degli ultimi anni.

E le previsioni, ovviamente, sono in crescendo, fino a prevedere addirittura una scomparsa virtuale del denaro in contante.

Questo strumento ha origini lontane. Si deve, infatti, arrivare al 1730, quando un mercante di nome Christopher Thomson, lanciò la sfida dell’idea del pagamento rateizzato.

Ma ci volle il 1914 per realizzare un simile progetto, quando la società Western Union inventò una carta metallica per permettere ai propri clienti il pagamento rateizzato e in anticipo dei propri prodotti acquistati.

Negli anni seguenti, e in particolare nei decenni ’20 e ’30, molte altre società americane seguirono l’esempio: la General Petroleum Company emise la Metal Money, e sulla stessa scia la compagnia telefonica AT&T.

Tuttavia la vera e propria carta di credito, molto simile nel funzionamento e nei servizi a quella attuale, fu implementata nel 1950.

Si trattava della Diners Club Inc., una carta che dava il periodo temporale di due mesi al compratore per regolarizzare il pagamento.

Solo un anno dopo la Franklin National Bank di New York, introdusse le Charge-It Cards. Esperimento seguito e con entusiasmo, e sopratutto utilità finanziaria, da tutti gli altri istituti bancari e di credito.

Non solo in America e in Canada, ma anche in Europa: Gran Bretagna, Germania, Francia, e quindi anche nell’est asiatico più industrializzato, Giappone soprattutto.

Nel 1958, nacque quindi la carta di credito più famosa, quella dell’istituto American Express, che mise in circolazione la “Don’t leave home without it”.

E il vero boom si ebbe quindi negli anni ’60 e nei primi anni del decennio successivo, grazie alla competitività di Interlink, e in particolare MasterCharge, Bankamericard, che poi cambiarono il nome nelle più famose Visa e Mastercard.

In particolare Visa International oggi assorbe ben il 50% totale del mercato mondiale.

In Italia il decorso fu più lento, e anche se la prima carta di credito Diners fu lanciata nel Bel Paese nel 1958, ci vollero gli anni ’70 e il boom degli anni ’80 per rendere popolare questo strumento, grazie all’avvenuta di American Express, e alla nascita, nel 1986, di SI (Servizi Interbancari).

Sono nate poi le carte di Unicard, Carenova, e più recentemente le carte di credito afferenti a banca San Paolo e banca Sella.

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